mercoledì 7 febbraio 2007

Java e le troppe opzioni di Windows Vista

Dopo aver recentemente punzecchiato Apple per la poca attenzione nei riguardi di Java, il blog di John O'Conner si occupa ancora di scelte, ma questa volta a proposito delle troppe versioni di Windows Vista.

Si tratta di un problema che affligge i consumatori generici più che gli sviluppatori, e, tra questi ultimi, i programmatori Java possono ritenersi fortunati e quasi immuni dalle possibili incertezze: Java esiste attualmente solo in tre versioni, ognuna con le sue specificità, e la scelta tra le versioni Standard, Enterprise e Micro è relativamente semplice, basata sul tipo di programmi che si svilupano e di clienti che li acquistano.

Le differenze di versione in Vista invece non sono così semplici, e i confini sono piuttosto arbitrari: se il supporto ai backup deve richiedere una versione Businness, potrebbe accadere di essere impossibilitati a ritoccare facilmente i video, dovendo scegliere per forza la Ultimate?

La conclusione del post è che fortunatamente per lo sviluppatore Java va bene qualsiasi versione di Vista, e per i suoi clienti le cose vanno ancora meglio, perché possono scegliere anche Linux, Solaris e, con qualche restrizione, anche Mac OS X. Forse le cose non stanno esattamente così, ma c'è del vero in queste considerazioni: complicare troppo la vita ai propri clienti non è un'idea brillante sul piano commerciale. Un autogol di Microsoft?

Un'ultima nota: in quella parentesi finale su
Mac OS X, quasi in chiusura del post, mi sembra di vedere un ramoscello di ulivo a ridimensionare la polemica sullo scarso interesse di Apple per Java, che ha avuto una certa risonanza e commenti interessanti da parte dei lettori. Che sia questo il vero messaggio?

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